Esatto, avete capito… “si può fare!” o quasi.

Trascrivo direttamente dalla fonte di TorProject:

“Tor è un software libero ed una rete volontaria ed aperta per difendersi dalle tecnologie di sorveglianza della rete, come l’analisi del traffico, che minacciano le libertà individuali e la privacy, le comunicazioni confidenziali personali e d’impresa, e la sicurezza di stato.
Tor funziona deviando le tue comunicazioni attraverso una rete distribuita di server (relay) gestiti da volontari in tutto il mondo: impedisce a qualcuno che osservi la tua connessione Internet di sapere quali siti stai visitando, ed impedisce ai siti che visiti di conoscere la tua posizione geografica. Tor funziona con molti dei programmi che usi già, come i browser per navigare sul web, i client per la chat, i programmi di login remoto e tante altre applicazioni basate sul protocollo TCP.
Al mondo centinaia di migliaia di persone usano Tor, per motivi diversi: giornalisti e blogger, operatori umanitari, membri delle forze dell’ordine, militari, grandi aziende, abitanti di regimi autoritari e repressivi, e semplici cittadini. Leggi le loro storie alla pagina Chi usa Tor?. Per capire perché questi diversi tipi di utenti sono importanti, e per una spiegazione più dettagliata di cosa fa Tor, leggi la descrizione generale.
Tor non è tuttavia una scatola magica che cifra tutte le tue attività su Internet. Cerca di capire bene quel che Tor fa e soprattutto quello che non fa.”

Io personalmente l’ho testato solo per la navigazione senza fare da relay e sinceramente l’ho trovato molto lento. Sarà che ancora non ci sono molti che fanno da relay. Comunque ho anche verificato con un semplicissimo www.mioip.it e effettivamente l’ip che compariva non era quello della mia connessione ADSL. Provatelo o per lo meno leggete sul sito di che si tratta, idea molto molto interessante, basta rimanere entro la legalità.